domenica 3 gennaio 2010

PARIGI.....Istantanee di un viaggio


E’ difficile cominciare a raccontare in poche parole quello che trasmette una città come Parigi.
Il mio viaggio è durato 4 giorni,ma sono stati molto intensi e di cose da dire ce ne sono parecchie.
Primo impatto positivo me lo ha dato l’aeroporto internazionale Charles de Gaulle. Efficiente e veloce,pulito e moderno. In un batter d’occhio sono in possesso dei bagagli e dopo poco in viaggio su un taxi verso l’albergo scelto.
Per il nostro soggiorno abbiamo optato per un albergo piccolino nel cuore della città a pochi passi dall’Arc de Triomphe,dalla Tour Eiffel,da una comodissima fermata della Metro. Waldorf Trocadero in Rue de Lauriston
( http://www.hotelswaldorfparis.com/) se andate a Parigi ve lo consiglio,ottimo rapporto qualità prezzo,pulito,personale gentile,camere molto accoglienti e una discreta colazione internazionale.
Fondamentale a Parigi,come in molte capitali europee è l’utilizzo della Metro(ci sono ben 14 linee) Peccato che a Roma non si può fare altrettanto,visto che ci sono solo 2 linee,si eviterebbero in questo modo file interminabili e nervi a fior di pelle. Consiglio l’abbonamento più giorni o il giornaliero. Con 5,00€ puoi girare per 24h su tutte le linee fino allo svenimento.
Un salto di notte alla Tour Eiffel è d’obbligo. Si rimane a bocca aperta e se si è in dolce compagnia è anche molto romantico. Se il cielo è sgombro da nubi,il faro della torre arriva ad illuminare fino a 87 km di distanza. Un vero incanto.
A Natale sotto la torre è uno scintillio di luci,dovuto ai mercatini dove si possono acquistare delle cose davvero particolari provenienti da tutto il mondo.
Una passeggiata agli Champs Elysées deve essere fatta. Si rimane incantati da quello che delle piccole lucine natalizie possono regalare ad una città già bella di suo. Sia a destra che a sinistra è un pullulare di negozi e la gente entra ed esce con una velocità mai vista prima. Sarà che siamo capitati sotto Natale,ma tanta gente così solo a NY mi era capitata di vederla. Ci sono griffes famose come Hugo Boss, Cartier Louis Vuitton,ma anche megastore come il negozio Virgin,Sephora e tanti altri. Sicuramente Parigi non è economica ( non lo è mai stata) ma qualcosa bisogna davvero acquistarla,anche solo per dire di averla presa qui.
Per chi ha pochi giorni e vuole cercare di vedere tutto, e soprattutto ha la fortuna di avere a disposizione delle belle giornate di sole, consiglio gli open tour con i bus che ti portano ovunque. Quello che abbiamo preso noi offre ben 4 percorsi differenti. Con un biglietto che vale 48h puoi girare la città in lungo ed in largo e puoi scendere e salire tutte le volte che vuoi e dove vuoi,ascoltando con le cuffie la spiegazione in ben 8 lingue diverse. In questo modo ci siamo fatti accompagnare un po’ ovunque e quando qualcosa ci interessava maggiormente scendevamo e continuavamo il nostro giretto a piedi. Mi raccomando, munitevi di scarpe molto comode,Parigi va girata molto anche a spasso,certe vie nascoste solo in questo modo è possibile scovarle.
Parigi e le file. Beh, c’è da mettersi l’anima in pace. Ai parigini evidentemente piace perdere tempo. Ovunque siamo stati c’era un fila. Tante cose abbiamo proprio rinunciato a vederle perché avremmo sicuramente speso metà della nostra vacanza in attesa. A Notre Dame c’erano ben 2 file,una per entrare in chiesa e l’altra per salire su. Al Louvre c’era la fila sia per chi aveva già i biglietti, sia per chi doveva ancora acquistarli,idem al museo d’Orsay,per assistere allo spettacolo del Moulin Rouge abbiamo fatto 20 minuti di fila e d eravamo prenotati,e così per tutto il resto.
Un salto deve essere fatto a Montmarte. Caratteristico quartiere nella parte nord di Parigi è quello più ripido da cui si gode una vista mozzafiato. Proprio questa posizione incantevole ha attratto verso la metà dell’800, parecchi pittori quali Picasso,Pisarro, Lautrec e Van Gogh.
Lautrec tra tutti è stato quello che ha testimoniato,120 anni fa, la nascita del famoso Moulin Rouge.In cambio delle sue locandine le ballerine di can can gli offrivano ospitalità e anche qualche buon bicchiere di vino e forse qualcos'altro.
Ero scettica sullo spettacolo,e mi sono dovuta ricredere. Parigi è il Moulin Rouge, e in tutto il mondo non c’è nulla di simile.
A Montmarte una visita la merita senz’altro il suo cimitero. Può sembrare un po’ macabro,ma qui sono sepolti i più grandi della Francia sia del mondo dello spettacolo sia del mondo della cultura. Ci sono tombe imponenti e tutto sembra ovattato. Se poi capitate, com’è successo a noi, in una giornata leggermente piovosa e con un po’ di nebbiolina tutto è ancora più suggestivo.
Se si va a Parigi un salto nel quadrilatero del lusso va fatto. Rue du Faubourg St Honorè offre agli occhi un incanto di vetrine con esposti oggetti a cifre impressionanti. Hermes ha un palazzo a 4 piani che lascia senza fiato. Continuando a camminare si arriva sia a Place Vendome sia a Place de la Concorde. Si ha così l’imbarazzo della scelta per dove andare. Ma qualsiasi decisone si prende è ben fatta. Da una parte l’Opera con la sua storia,dall’altra l’obelisco in granito rosa risalente a 3330 anni fa che oramai è uno dei tanti simboli della città. Qui ci sono anche diversi musei da visitare, quale quello dei profumi,dei cristalli baccarat,del vino. Sempre qui troviamo le Galeries Lafayette. Se mi posso permettere,meglio vederle di notte. L’illuminazione è davvero suggestiva.
Un’altra fermata di metro ci porta a Montparnasse.Qui in genere ci vengono gli appassionati di antiquariato e seguaci della moda. Molti scrittori famosi quali Sartre,Camus,Fitzgerald e Joyce hanno passato molte delle loro giornate nei caffè di Saint Germani des Prés. Dopo poi il boom del best seller di Dan Brown “Il Codice da Vinci” questo quartiere ha attratto parecchi visitatori in quanto nella chiesa di St Sulpice è stata girata una scena del film quella della famosa linea della Rosa. Da allora un fiume di turisti percorre la chiesa sperando di trovare qualche indizio che lo porti chissà dove.
Lo shopping a Parigi. Beh, c’è tanto da dire ed è per questo che mi astengo. Ognuno di noi sa quello che vuole e Parigi offre tutto per tutti. I prezzi sono alti,ma se ci si sofferma un po’ e ci si immerge in qualche viuzza piccolina si riesce a fare qualche buon affare.
Non bisogna però farsi scappare un salto al mercato che si trova in Rue di Poncelet. Qui si trova una delle più famose Fromagerie francesi e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Fromagerie Alleosse ( http://www.alleosse.com/)
I francesi difficilmente comprano ai supermercati (tant’è che in giro non se ne vedono e quelli che ci sono in genere sono in periferia).
Amano invece servirsi dai dettaglianti. Hanno il loro panificio,la loro pasticceria,il loro macellaio,il pescivendolo, e appunto la formaggeria di fiducia. In questo modo il rapporto umano è salvaguardato.
Per mangiare Parigi offre di tutto e di più. Purtroppo però non sempre si capita bene. Vi consiglio di affidarvi ad una buona guida. In genere acquisto sempre Lonely Planet e mi è sempre andata bene. Non prendete l’acqua minerale,può anche costare 6,50€ a bottiglia ma chiedete quella del rubinetto (in alcuni posti ve la portano direttamente) Se invece non vi va di spendere tanti soldi per una bottiglia di vino,anche se chiedete quello della casa capitate sempre bene. Del resto la Francia è la patria del vino e vi assicuro che merita. Inoltre molti locali offrono vini alla mescita anche di etichette di una certa importanza e a cifre davvero abbordabili.
E questo è davvero tutto.
Parigi è sempre Parigi ed è una della città per la quale, anche anni fa, avrei volentieri lasciato Roma. Sono consapevole che i parigini non sono il massimo della simpatia,ma bisogna conoscerli ed amarli per quello che sono . Amo la lingua francese,la loro cultura e tutto quello che ci hanno regalato nei secoli. Amo la loro vita frenetica,ma allo stesso tempo semplice,amo il loro patriottismo.

“Se sei abbastanza fortunato di aver vissuto a Parigi come un giovane uomo, allora per il resto della tua vita ovunque andrai, sarà con te, a Parigi è un continuo banchettare”.
(Ernest Hemingway)

lunedì 21 dicembre 2009

La vera cucina romana: Osteria di San Cesario


E' sempre un piacere tornare a trovare la "sora Anna" .Per chi ama la cucina romana è una garanzia.

A pochi km da Roma si trova il paese di San Cesareo e dal 1995 la famiglia Dente-Ferraci (che da molte generazioni opera nel campo agro - alimentare,infatti ancora oggi viene gestita la più antica macelleria del paese) ha aperto questo locale.

Qui potete trovare la c.d. cucina del “quinto quarto”, ovvero la cucina dei macellai del mattatoio di Testaccio a Roma che alla fine dell’800 utilizzavano le interiora bovine e le abbinavano a piatti come la coda alla vaccinara, la pagliata di vitella, la trippa alla romana e le animelle.

Tutte le volte che ci vado sono abbastanza monotana nella scelta anche se sono consapevole che dovrei allargare i miei orizzonti.

In genere si comincia sempre con un bel piatto di SVOJATURE E STUZZICARELLI. E' un antipasto composto da (cito testualmente il menu) Svojature de pulenta, Svojature de campagna Robba de orto a cazzimperio,Svojature e Stuzzicarelli de la Sora Anna,Stuzzicarello de coratella d’abbacchio,Fagioli con le cotiche

A seguire mio marito si fa fare quasi sempre 2 assaggi di primi (anche perchè sarebbe un peccato non farlo) e la sua scelta ricade quasi sempre su Rigatoni co la pajata de vitella mongana e Gnocchetti a coda de soreca cor sugo a la matriciana

Io passo direttamente al secondo e non mi lascio sfuggire uno strepitoso Abbacchio con mentuccia e pecorino e (quando è stagione) dei fantastici carciofi alla giudia.

Mio martio prende un must la coda alla vaccinara.

Per terminare la sora Anna non propone dolci ricchi di fronzoli,ma cose semplici della tradizione come le crostate con vari tipi di marmellata,come il tiramisù alla gianduia o dei semplici biscotti con il vino dolce.

La carta dei vini è interessante e offre parecchie etichette del territorio. Anche il vino alla mescita è gustoso e come prezzo proposto è davvero alla mano.

Il locale in estate offre anche la possibilità di un giardino coperto molto utile per sfuggire all'opprimente calura romana.

Servizio eccellente e cortesia dei padroni di casa ti fanno sempre sentire uno di famiglia.

Provare per credere





mercoledì 9 dicembre 2009

Finalmente da Glass


Non so più neanche da quanto tempo volevo andarci e ieri sera abbiamo provato a prenotare e ci è andata bene.Il locale si trova nel cuore di Roma, a Trastevere,un posto dove c'è sempre vita e la notte si confonde con il giorno.Luci soffuse,ma non troppo,colori puliti e tavoli ben distanziati in modo da consentire una giusta privacy,mise en place davvero da segnalare...ecco queste sono state le prime cose che ho notato entrando da Glass,e non da ultimo il sorriso del personale che ci ha accompagnato per tutta la serata. Menu da studiare con attenzione,la carta dei vini è poi di tutto rilievo. una carta tutta italiana e questo mi ha fatto molto piacere.Facciamo la nostra scelta e nel mentre ci offrono dei grissini strepitosi che divoriamo in un batter d'occhio. Come entrèe ci propongono una vellutata di zucca e cipollotti con dei finferli e polenta croccante davvero gustosissima. Io opto per l'insalata di piccione tiepido. Cottura perfetta,ottimo equilibrio degli aromi,insomma molto equilibrato.Mio marito opta per la cappesanta.Molto gustosa anche quella. Unica pecca è stata (nel suo caso) il piatto freddo e quindi il contenuto si è freddato subito.Da un locale di questo livello a mio modesto parere è un pò una mancanza (ma è proprio il classico pelo nell'uovo che uno vuole trovare a tutti i costi)Mio marito prosegue con dei ravioli ripieni di fois gras. Ne assaggio uno...eccezionale...cremosi e nella loro "burrosità" leggeri..Proseguiamo con i secondi io con il filetto la cui cottura è perfetta la salsa alla birra non è affatto invasiva e le patate sono davvero ottime. Mio marito prende l'abbacchio e ne rimane piacevolmente colpito.Tutta la cena è stata accompagnata da un discreto calice di ILICO Montepulciano d'Abruzzo DOC di Illuminati. Ero curiosa di provarlo in quanto a breve entrerà pure nella nostra carta dei vini e volevo gustarmelo in santa pace.Per concludere mio marito prende il krapfen (io non ho più spazio ahimè) ottimo e la cioccolata calda da urlo e di questa ne chiede umilmente il bis che gli viene gentilmente offerto.Io mi accontento di un calice di Morsi di Luce di Florio (vino liquoroso)davvero niente male.Per concludere una strepitosa piccola pasticceria,sia per il gusto sia per la presentazione. Un applauso alla selezione dei pani uno più buono dell'altro.Insomma sono uscita davvero soddisfatta. La chef poi è una persona davvero alla mano e sono felice di averla conosciuta,è difficile trovare delle donne in gamba in questo settore e lei ricopre questo ruolo con estrema professionalità.Piccolo neo,non fanno il caffè,ma poco importa di fronte al locale ci sono tantissimi bar dove gustarlo.
Ci tornerò sicuramente.
A presto


GLASS HOSTERIA

ROMA

VICOLO DEL CINQUE 58 (TRASTEVERE)

06.58335903

venerdì 13 novembre 2009

Il colloquio al femminile

E’ qualche giorno che mi soffermo sull’argomento “colloquio di lavoro”. Mi sono sempre chiesta come mai una donna per fare un colloquio deve,quasi sempre svilire la proprio femminilità. Sarà che in questi giorni ne sto facendo abbastanza e sono quindi più portata a soffermarmi sulla questione, o forse, dopo anni solo ora ci sto facendo più caso.
Tutto è partito dall’università. Ho scelto una facoltà mista,nel senso che si può tranquillamente affermare che ad Economia e Commercio eravamo 50% donne e 50% uomini. Come mai agli esami (solo alcuni per fortuna) e alla discussione della tesi sembravamo tutti ( me compresa) dei maschietti??
Ricordo come se fosse ieri il mio esame di Tecnica Bancaria. Il prof ha preteso la giacca e la cravatta per gli uomini e per noi fanciulle il tailleur rigorosamente pantalone e rigorosamente scuro (blu o grigio).Che fai osi ribellarti??? O così o cambi professore.
Per la discussione della mia tesi mi ero immaginata in un bell’abitino classico con giacca. La sessione era di Settembre,un caldo atroce. Ma andando a vedere qualche discussione precedente,mi sono allibita vedendo tutte le laureande vestite in serie,tailleur grigio gessato,al massimo blu, camicetta bianca e scarpa sobria.
Addio vestitino e benvenuto tailleur grigio non troppo scuro con magliettina non troppo scollata e scarpa chiusa (sia mai un sandalo!!)
Da lì in poi tutti i colloqui che ho fatto (e ne ho fatti parecchi perché di acqua sotto i ponti ne è passata) sembravo vestita in serie.
Se apro il mio armadio e vedo il reparto lavoro…è monocolore. Insomma una tristezza.
Ieri parlando con una mia amica mi sono detta:”ma sai che c’è?? Domani al colloquio ci vado in gonna. Ho un bel tailleur grigio con gonna longuette, ma perché mai non lo posso indossare per un colloquio??
E così oggi ho fatto e che cavolo!! Ero a mio agio,sicura di me e molto rilassata. Non credo di aver sfigurato,anzi. Il punto è che molti possono pensare ( perché la nostra società è bacata),ma non sarai troppo ammiccante???
Ammiccante??? La gonna era sotto il ginocchio,la giacca era chiusa,la camicetta abbottonata,le calze scure,insomma il ministro Gelmini mi faceva un baffo
Per il lavoro che faccio da qualche anno (agente di commercio,alias rappresentante,alias,consulente di vendita…etc…etc) guai ad indossare qualcosa che può distrarre il cliente. Poi le voci in azienda corrono e se tu sei brava a vendere e raggiungi i target è perché con il cliente ci sai fare,o lo hai provocato con un abbigliamento non consono,e non perché sei BRAVA punto!!!
Qualche tempo fa una mia amica è stata rimandata a casa perché indossava dei sandali e questi non erano in linea con il dress code aziendale.
Sono convinta che bisogna essere più che decorosi al lavoro e questo vale anche per chi non ha contatti con il pubblico,perchè nella vita non si sa mai. Quindi minigonne vertiginose,spacchi provocanti,trasparenze eccessive a mio avviso andrebbero evitate,anche perché in quel momento noi rappresentiamo l’azienda che ci ha assunto,e se l’immagine in questi anni ha raggiunto un ruolo rilevante,non bisogna disattendere quest’aspettativa.
Sicuramente ci sono ambienti che richiedono un certo abbigliamento,e altri che sono più sportivi. Ma da lì a rimandare a casa una donna perché indossa dei sandali (pagati chissà quanto) sotto una bella gonna o un bel paio di pantaloni è follia pura.
In conclusione la prossima volta che andrò a comprami un abito per il lavoro ci penserò 2 volte prima di chiedere il solito pantalone con giacca. Credo di potermi permettere una bella gonna un bell’abito che possano mettere in risalto quella che sono,una donna e non un uomo mancato…e sapete com’è…di questi tempi bisogna proprio sottolinearlo!

sabato 17 ottobre 2009

Donne-Casa-Lavoro

...Ebbene si il solito argomento dirà qualcuno. Ieri sera ci riflettevo su e analizzavo nella mia testa le mie giornate e c'è da spaventarsi se non si è allenati.Non sarò certo l'unica e neanche l'ultima a fare tutto questo,ma a volte quando sento certe donne che si lamentano perchè sono stanche dal NON aver fatto nulla tutto il giorno,mi sale una rabbia che neanche è da descrivere.Sveglia alle 6.30 se c'è da finire qualche proprosta per i clienti mi metto davati al pc,altrimenti una lavatrice da caricare c'è sempre.Preparo la colazione per me e il boss,lavarsi,vestirsi (cercando di essere sempre al top..)rifare il letto (quando è possibile e se non esco all'alba prima che il maritozzo si sveglia)....macinare non so quanti km (solo ieri ne ho fatti 200), combattere con la gente la più assurda di questo mondo,avere però alla fine delle belle soddisfazioni professionali. Pensare,mentre si lavora,a cosa si può fare per cena e cosa manca puntualmente nel frigo...e sapere che dopo cena un'oretta di stiro non te la leva nessuno.Arrivare a casa non prima delle 8 preparare una cena decente all'affamato (la mia sarà davvero misera in quanto ho lo stomaco chiuso con il bostik).Sparecchiare,pulire la cucina,stirare,stampare l'offerta per il giorno dopo....e udite udite....3 volte alla settimana andare pure in palestra....Allora...ci sono donne che per scelta o non so...stanno a casa...e fin qui tutto bene...accompagnano i figli a scuola (giustissimo)....fanno la spesa...(mi pare ovvio) poi da qui comincia la cosa allucinanate....si destreggiano tra palestra,pranzo con le amiche the o aperitivo...hanno la cameriera fissa...e a volte anche la baby sitter....e alla fine della giornata sono stanche....insomma...che dire...una vita di stenti...So che non bisogna fare di tutta un'erba un fascio,ma più vado avanti e più di situazioni come queste ne sento a centinaia....Chissà perchè ho scritto queste cose...forse perchè proprio ieri ho assistito ad una scena così...di una donna che si lamentava del fatto che il marito si era incavolato perchè non aveva trovato una sua camicia stirata...e lei...serafica...ma tesoro...sono stata tutto il giorno con "Maria" siamo state all'Ikea,poi palestra e centro benessere,poi in profumeria,poi abbiamo preso i bambini lasciati in piscina e noi al sole cercando di organizzare le prossime vacanze....secondo te io potevo stare a casa a stirare??? ma quante ne vuoi???Non sarò stanca dopo una giornata così che pretendevi?????????????????????ERO ALLIBITA....................MA FORSE SARO' STRANA IO..

domenica 15 marzo 2009

Crostata di riso

Per la frolla:
4 hg di farina ( o se preferite 1/2 farina 1/2 maizena); 1hg 1/2 di burro; 1hg 1/2 di zucchero; 2 tuorli + 1 uovo intero; limone grattuggiato;1 bicchierino di liquore (rum); una puntina di lievito pane degli angeli

Per farcire:

7,5 ml di latte;100 gr di zucchero semolato; 1 limone NON trattato, 250 gr di riso fino;2 tuorli; 50 gr di uvetta; 1 stecca di vaniglia (facoltativa)



Portare ad ebollizione in una casseruola il latte con lo zucchero e la scorza grattuggiata del limone
quando il composto inizia a bollire aggiungere il riso e fate cuocere fino a quando il latte sarà stato completamente assorbito


Togliete la casseruola dal fuoco,lasciate raffreddare,poi aggiungete un tuorlo alla volta e l'uvetta che avrete precedentemente fatto ammorbidire. Mescolate bene.



Nel frattempo imburrate e infarinate uno stampo da crostata del diametro di 26 cm ( io ho usato uno stampo in silicone quindi questo passaggio l'ho saltato) stendete la pasta frolla tirata abbastanza sottile.Premete delicatamente con le mani e con le dita per far aderire l'impasto allo stampo bucherellate il fondo con la punta di una forchetta e ritagliate la pasta in eccesso. Cuocete in forno già caldo a 200° per circa 15'. Sfornate la pasta frolla e versate il composto di riso livellando la superficie con il dorso di un cucchiaio proseguite la cottura per altri 20' sempre a 200°.Togliete dal forno e lasciate intiepidire prima di servire

Vino consigliato: Moscato D'Asti

sabato 28 febbraio 2009

Crostata di ricotta


Per la frolla:

4 hg di farina ( o se preferite 1/2 farina 1/2 maizena); 1hg 1/2 di burro; 1hg 1/2 di zucchero; 2 tuorli + 1 uovo intero; limone grattuggiato;1 bicchierino di liquore (rum); una puntina di lievito pane degli angeli


Per la farcia:

4hg di ricotta; brandy; 150 gr di zucchero; 1 uovo+ 1 tuorlo; scorza di limone; arancia candita


La pasta frolla prima di lavorarla sia come una crostata sia come biscotti,bisognerebbe lasciarla riposare almeno 3 ore in frigorifero.

La farcia invece deve essere lavorata a lungo con la frusta in modo da evitare grumi.Consiglio di far macerare le arance candite nel brandy


Imburrare uno stampo rotondo a cerniera foderarlo con la frolla versare il composto di ricotta.

Infornare a 180° per 45'

Lasciare freddare spolverizzare di zucchero a velo e servire


Io lo abbinerei a Stillato - Passito di Malvasia puntinata (Principe Pallavicini)

mercoledì 11 febbraio 2009

A volte ritornano: la via Salaria

Caro Sindaco, prima di tutto grazie per quello che sta facendo per la mia città. Mi rendo conto che Roma è difficile da gestire ed è ricca di numerosi problemi non risolvibili in pochissimo tempo. Dopo pochi giorni dal suo insediamento ho notato,con estrema gioia,la scomparsa delle prostitute dalla via Salaria. Sono stati 3 mesi,circa, di pace e serenità. L'altro giorno percorrendola, mi sono resa conto che ahimè la strada si sta ripopolando. C'è da dire che ora sono belle coperte con cappottini, piumini, giacconi e pantaloni. Quasi quasi sembrano povere fanciulle in attesa dell'autobus. Ma purtroppo tutti sappiamo che non è così. Percorro la Salaria più volte al giorno per lavoro e, mi creda,ad ogni ora ce ne sono di diverse e sopratutto molto piccole. E' questa la tragedia che si somma alla tragedia. Quello che mi raccapriccia è vederle ferme di fronte ad aziende (di cui non faccio il nome) che ne perdono sicuramente di immagine e di prestigio. Come mai sono miracolosamente riapparse? Il controllo a tappeto è un po' rallentato? Ci sono alberghi nella zona, che perdono clientela propio per questo motivo.Si metta nei panni di un cliente che deve pernottare in una delle tante strutture ricettive, lei porterebbe la sua famiglia, magari con bimbi piccoli, in una zona così? Magari suo figlio si affaccia alla finestra e dice.. "papà perchè quella donna sta ferma tutto il giorno e poi sale in macchina di tanti signori?" Lei cosa gli risponderebbe? Io non ho ancora dei bimbi, ma sarei in seria difficoltà nel dare una risposta. Speriamo che sia stata una svista da parte delle autorità, sicuramente prese dai numerosi problemi di violenza accaduti in questi giorni, e mi auguro che la situazione ritorni ad essere molto presto quella di prima e che la Via Salaria riprenda la sua libertà.
Con stima

lunedì 9 febbraio 2009

La religione oggi…..

….cos’è cambiato dopo la morte di Karol Wojtyla


In un’epoca in cui tante certezze vacillano,in un’epoca in cui gli uomini si aggrappano ai sogni per poter trovare un po’ di conforto,non sono incoraggianti i dati che vedono una crisi profonda della religione cattolica nel nostro paese.
Crollano i consensi per l’attuale pontificato. Le motivazioni sono racchiuse nel fatto che l’attuale Papa è rigido,freddo,allontana con la sua dottrina i fedeli. Secondo dati certi ,il Vaticano tra il 2006 e il 2008, ha registrato 1 milione in meno di pellegrini alle udienze del Santo Padre. Se anni addietro nei primi “banchi” erano presenti spesso cariche politiche importanti, ora non è più così. In tal modo anche la sindrome dell’emulazione non viene più rispettata.
Le messe in latino,la poca predisposizione al dialogo, la scarsità di gesti affettuosi,fanno di questo Papa, sicuramente una figura scomoda.
La mia generazione è stata abituata molto bene.
Con Papa Giovanni Paolo II° da bambina sono diventata donna. Ho passato periodi di crisi, nei quali la religione per me non aveva significato. La colpa forse è stata delle troppe scuole religiose che ho frequentato che invece di avvicinarmi alla Chiesa, mi hanno allontanato profondamente.
Solo in età adulta e consapevole di tante mie scelte, mi sono ricongiunta d un mondo che tutt’ora faccio tutto mio. Ma la figura del mio Papa mi ha sempre accompagnato.
Ricordo il giorno esatto in cui la famosa fumata bianca si è levata in cielo. Ricordo il suo viso e il suo sorriso e quella battuta che ha fatto il giro del mondo e che tutt’ora viene spesso citata. Ero in soggiorno e mia mamma si stava asciugando i capelli…una vita fa era il 1978 e io avevo 5 anni
Quando,nel 2007 è stato nominato Papa Benedetto XVI° non mi ricordo neanche dove stavo, cosa facevo e a cosa pensavo. Nessuno avrebbe potuto sostituire una figura così.
Non gliene faccio una colpa. Ma forse, chi ha preso questa decisione doveva fare i conti con un passato molto scomodo.
Il mondo era ai piedi di Karol Wojtyla. I suoi viaggi,(ne ha fatti più di 100 in tutto il suo pontificato) erano un tripudio di folla. Le giornate della gioventù, un successo.
Ecco, i giovani. Il suo punto di forza e invece tallone d’Achille per l’attuale Papa.
I giovani di oggi guardano con curiosità alle altre religioni. Forse per moda, forse per ribellione. Sta di fatto che tantissimi ragazzi e ragazze abbracciano con fermezza il buddismo,lo scintoismo e sposano ideologie lontane anni luce da quelle cattoliche.
Ragazze che fino l’altro ieri erano atee convinte, decidono di sposarsi in Chiesa solo perché la futura suocera si mette a piangere e partecipano sbuffando ai corsi per la cresima e a quelli prematrimoniali,pensando solo alla cerimonia davanti a Dio come una grande rottura di scatole e sperando che il prete sia il più conciso possibile,
Queste cose sono inaccettabili. In questi episodi risiede il problema. Andare in Chiesa per sposarsi, battezzare un figlio è più una moda scenografica che un credo vero e proprio. Questo Papa non trasmette alcun messaggio di avvicinamento dei giovani alla religione cattolica, e il risultato è quello di un’evasione di massa dal nostro credo.
La religione può essere anche un qualcosa di molto personale. La si può vivere in solitudine e non per forza tutte le domeniche a messa o confessandosi ogni giorno.
La si respira nell’aria, e quando si è soli ci si trova spesso a confrontarsi con Qualcuno che è più grande di noi. Ci sono luoghi in cui c’è un tale misticismo, una tale sacralità che è difficile da spiegare.
Andare a Lourdes almeno una volta nella vita, a mio avviso, aiuta tanto. Io ho capito delle cose che non si possono racchiudere in poche righe. In questi luoghi si respira la fede,ma quella con la F maiuscola. La gente che soffre per davvero, che non perde la speranza di una vita migliore di un miracolo che non si sa se arriverà mai. Giovanni Paolo II° non ha mai fatto perdere la speranza e ha fatto sempre credere alle persone, anche quelle più disperate, che lassù qualcuno ci guarda
Una carezza sul viso di un bambino, il contatto con la gente,abbracciare una donna lebbrosa o malata di AIDS,ecco questi erano i gesti umani di un uomo vero e terreno. Recitare dei versi in latino o seguire dei dogmi perduti secoli fa,non avvicina la gente la allontana sempre di più,e oggi di tutto questo non ne abbiamo davvero bisogno

giovedì 5 febbraio 2009

Dolci di carnevale: Castagnole




Ingredienti:






  • 200 g di farina bianca


  • 2 uova


  • 1 00 g di zucchero se molato


  • 30 g di burro


  • la scorza grattugiata di 1 limone


  • 1 cucchiaio di brandy


  • 1 cucchiaio di zucchero vanigliato


  • una presa di sale


  • olio per friggere


In una terrina amalgamate le uova, il burro ammorbi dito, lo zucchero, il brandy la scorza del limone e un pizzico di sale. Mettete la farina a fontana, versatevi sopra gli altri ingredienti e lavorate la pasta fino a ottenere un impasto omogeneo. Formate delle palline grandi come una grossa noce, non troppo compatte, e versatele con un cucchiaio, poche alla volta, in abbondante olio caldo ma non bollente (la pasta,all'interno, deve cuocere) fino a che non siano dorate. Sgocciolate le castagno­le su della carta assorbente, versate su un piatto di portata, spolverizzate con lo zucchero vanigliato e servite